martedì 15 maggio 2012

Nuova ricusazione al tribunale dei minorenni. Il caso di Ginevra Amerighi

ROMA: MADRE ALLONTANATA DALLA FIGLIA RICUSA I GIUDICI DEL TRIBUNALE DEI MINORI
La signora Ginevra Amerighi - a cui il Tribunale dei Minori di Roma aveva sottratto la figlioletta che all'epoca aveva solo 18 mesi, - ricusa i giudici che firmarono il provvedimento cautelare. Più di un anno fa la bambina fu affidata in via esclusiva al padre, un uomo che la piccola conosceva appena , con procedimenti penali pendenti e varie denunce per maltrattamenti nei confronti delle donne. La decisione dei giudici fu presa sottoforma di provvedimento cautelare, in assenza della necessaria istruttoria della causa. Avverso il provvedimento è intervenuto il senatore dell'IDV Stefano Pedica che ha presentato una interrogazione parlamentare scritta al Ministro della Giustizia. Il procedimento per l'affidamento della minore è in effetti tutt'ora pendente dinanzi al Tribunale dei Minori della capitale ed oggi scade il termine per il deposito delle memorie finali. Le reiterate istanze della mamma volte ad ottenere la propria audizione e l'escussione di oltre 50 testimoni non è stata ad oggi riscontrata dal Tribunale. Di qui la scelta di ricusare i giudici del Tribunale dei Minori. Lo rende noto il legale della madre della piccola, l'avv. prof. Piero Lorusso il quale evidenzia che la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea ha costantemente affermato che uno dei diritti fondamentali del bambino è quello, sancito dall?art. 24, n. 3, della Carta dei diritti fondamentali dell?Unione europea, proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000, e cioè quello di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, e il rispetto di tale diritto di identifica innegabilmente con un interesse superiore di qualsiasi bambino.

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