domenica 18 marzo 2012

Risposta al tribunale dei minorenni

All’egregio direttore dell’Ansa e a tutte le testate che hanno ripreso

il dispaccio del 17 marzo 2012.
Le scriviamo per rendere pubblico il

nostro profondo stupore e la nostra immensa indignazione per la  

replica proveniente dal Tribunale per i Minorenni di Roma con

riferimento al collocamento in casa famiglia della bambina di 7 anni.


Stupiti, perché un Tribunale nell’esercizio delle Sue funzioni si

premura  di rispondere all’opinione pubblica e ai politici dei vari

schieramenti per riaffermare il suo ruolo, le finalità che persegue,

per rendere edotti tutti  sul  procedimento di impugnazione e sulla

natura dei propri provvedimenti e per esplicitare che continuerà  a

tutelare i bambini senza subire intimidazioni.
Ma quali intimidazioni?


Nonostante l’intervento dell’opinione pubblica, dei giornali, delle

associazioni e dei politici  per un mese non abbiamo potuto per vari

motivi visionare il fascicolo, abbiamo depositato decine di istanze

rappresentando e documentando l’assoluta prostrazione e disperazione
di
questa bambina, chiedendo delucidazioni, chiedendo una sospensione
del
provvedimento e nei pochi casi nei quali le nostre istanze hanno
avuto
una risposta, la stessa è stata un “già deciso”, “ si rinvia al

provvedimento del 14/12/11” o “sarà deciso all’udienza del …”.
Il

Tribunale ha ascoltato il tutore provvisorio e il curatore speciale

senza contradditorio e non perché ha ritenuto di convocarli per

approfondire la situazione ma esclusivamente perché questi ne hanno

fatto espressa richiesta e per motivi che a questa difesa non è dato

sapere.
All’istanza dei nonni della piccola che dal dicembre 2011

chiedono di poter incontrare la propria nipotina, il Tribunale non ha

né risposto né replicato!
Alla mamma che ha rappresentato che nel

decreto è stabilito che deve vedere la bimba due volte a settimana,

mentre il tutore, il curatore e i servizi sociali le consentono, in

spregio al provvedimento dell’autorità giudiziaria, di vederla solo
una
volta a settimana, il Tribunale non ha mai risposto!
Tutto questo

quando il procedimento è sulla bocca di tutti …. Che cosa sarebbe

accaduto se fosse stato l’ennesimo anonimo  numero di faldone ...

lasciato li ad accumular polvere?
E allora ci sia consentito dire che

siamo stupiti che in questa vicenda si risponda ai politici e ai

giornalisti e non si risponda alla difesa di questa bambina e della
sua
mamma!
Che si parli di contraddittorio dell’altro genitore ….
quando
ognuno è liberissimo di far sentire la sua voce e di replicare
in
merito; o che si  dica che chi parla ignora le motivazioni del

Tribunale!
Chi si è posto a sostegno della bambina (associazioni,

politici, giornalisti, gente comune, medici e avvocati) lo ha fatto

dopo aver letto le motivazioni dei provvedimenti  e ascoltato le prove

della disperazioni di una bambina che non ha voce e non ha diritti!


Nessuno ignora niente …. ma tutti insieme non possiamo condividere e

accettare simili motivazioni che puniscono la bambina per sanzionare i

genitori!Il fine non giustifica il mezzo se si parla di bambini!
E chi

sostiene la piccola lo ha fatto ascoltando e leggendo tutto ciò che la

difesa ha di volta in volta sottoposto prima di tutto all’attenzione

del suo Tribunale (cd contenente telefonate, parere pro veritate. ecc.

ecc,).
Oggi il Tribunale replica  a chi fa appello a fare un passo

indietro, a chi  contesta ” politicamente” la sua decisione, a tutti

coloro (e sono tantissimi) che con ogni mezzo chiedono ”liberate la

bambina” (con tanto di nome e cognome su Radio Ies Roma), a  chi non

può più stare in silenzio dopo aver sentito quella bambina chiedere

disperatamente aiuto!
Ma quella telefonata (insieme a molte altre)

prima di essere resa pubblica è stata depositata al giudice minorile,

il quale forse non avuto tempo di ascoltarla o al quale forse  non ha

fatto lo stesso effetto devastante che, invece,  ha determinato la

mobilitazione di migliaia di italiani.
E allora abbiamo tutto il

diritto di essere prima stupiti e poi terribilmente  INDIGNATI!!

Perché
il nostro  giudice spesso non ci risponde, non  convoca le
parti con
urgenza per comprendere la reale situazione;  non si reca in
casa
famiglia a constatare personalmente le reali condizioni della
bambina;
non nomina un consulente per accertarne le condizioni psico-
fisiche……
MA  IL NOSTRO GIUDICE REPLICA SUL GIORNALE!!!
In difesa
della piccola
bambina di 7 anni.

2 commenti:

  1. Anonimo18.3.12

    Indignati è dir poco cosa aspetta il Giudice a fare il SUO dovere ?

    RispondiElimina
  2. Anonimo18.3.12

    Prego l'associazione valore donna di ascoltare la voce di chi oggi è adulto ed ha vissuto in un orfanotrofio o casa famiglia, come oggi viene chiamata! Ascoltate le loro terribili testimonianze e portatele all'attenzione della Cavallo! Quelle testimoninanze non hanno Repliche!

    RispondiElimina